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L’analisi
della pressione scrittoria tramite scanner |
Come
è noto, uno scanner trasforma ogni colore che riesce ad intercettare in una
serie di numeri che nel monitor del computer o nel successivo processo di stampa
vengono ritrasformati in un preciso colore.
Questa codifica riveste un'enorme importanza nell'indagine grafoscopica
in quanto particolari "filtri" elettronici (che sono sostanzialmente
degli algoritmi matematici) possono "concentrare" svariate lunghezze
d'onda (colori) in alcune lunghezze centrali che possono così risaltare
all'occhio umano.
E' possibile, così, far evidenziare le differenze tra diversi inchiostri
(o tra le differenti tracce lasciate da questi per una differente pressione
della penna sul foglio, differente inclinazione e velocità di questa) che
apparirebbero, altrimenti, uguali ad un esame esclusivamente oculare.
Ovviamente,
in taluni casi, la presenza di difformità nella distribuzione dell'inchiostro
sul foglio può dipendere da svariati fattori quali, ad esempio, improvvise
sbavature di inchiostro, discontinuità nel piano sul quale è poggiato il
foglio, granuli di polvere sul foglio... ma quando queste difformità si
ripropongono frequentemente e uniformemente (come è il caso delle firme qui
sottoposte a trattamento elettronico), rivelano, certamente, caratteristiche
proprie del "ductus" grafico.