di Brunetta Gruosso

 

Informazioni utili per magistrati e polizia giudiziaria

Come fare effettuare un saggio grafico

Il saggio grafico (che, laddove è possibile, dovrebbe essere integrato con scritti certamente vergati dal soggetto, ancora meglio se in una data antecedente a quella nella quale è stato prodotto lo scritto in contestazione) costituisce un elemento fondamentale dell'indagine grafologica. Sarebbe opportuno, quindi che la conduzione del saggio grafico venga svolta da un perito grafologico anche se  il Codice di procedura penale prevede, come è noto, che l'acquisizione del saggio possa essere condotta dal magistrato e dalla Polizia giudiziaria. Ad essi, ai quali non manca certo l'esperienza e l'acume,  sono rivolti questi semplici ma importanti consigli.

Intanto una precisazione. L'effettuazione di un saggio grafico da parte di una persona sottoposta a procedimento giudiziario può produrre una scrittura abbastanza difforme da quella normalmente scritta dal soggetto. Il perché è evidente se si considera lo stress che pervade il soggetto e che, di solito, produce nel tracciato grafico un "irrigidimento", una significativa  variazione nella velocità e, a volte, una certa variazione nel "disegno" delle lettere. E' da sottolineare che questa difformità (che in qualche caso può irritare chi sta dirigendo il saggio grafico) non necessariamente è un "indizio di colpevolezza"; anche un imputato innocente, trascinato in giudizio, infatti, può inconsciamente alterare la sua abituale scrittura.    Un saggio grafico, comunque, se ben condotto non potrà non fare emergere inequivocabili elementi che permetteranno al perito grafologo di svolgere una approfondita analisi. Bisogna, quindi, nella effettuazione del saggio rispettare alcune elementari norme che possono così essere sintetizzate.

La prima è: il saggio grafico deve essere sufficientemente esteso. In molti casi una paginetta con poche righe può non essere sufficiente in quanto il soggetto può mantenere un ferreo controllo che impedisce il pieno emergere degli automatismi tipici della scrittura. Per questo motivo, buona regola è fare scrivere al soggetto quante più pagine è possibile.

La seconda regola è: il saggio grafico non può limitarsi alla mera riproposizione di firme. Se oggetto del procedimento giudiziario è una firma e la persona sottoposta all'indagine è colpevole, infatti,  è possibile che essa sia sia in qualche modo esercitata a "disegnare" una firma notevolmente difforme dalla propria. Per questo motivo è fondamentale che il saggio preveda anche una, abbastanza lunga, parte di testo (ad esempio ordinargli di scrivere "Il sottoscritto XXXX ZZZZ nato a XXX  ZZZZ assistito dal mio avvocato XXX ZZZZ, si sottopone a saggio grafico nell'ambito del procedimento giudiziario XXX ZZZZ ....) che, probabilmente, potrà apparire al soggetto come una mera formalità burocratica ma che costituirà, invece, parte integrante del saggio grafico. 

La terza regola è: il saggio grafico deve durare un periodo di tempo abbastanza lungo; meglio ancora se il saggio contempla situazioni che "disorientano" il soggetto facendogli abbassare il livello di attenzione. Esistono a tal riguardo tutta una serie di "trucchi":  (fargli utilizzare dapprima una penna a sfera, poi una  roller, poi un pennarello..., interrompere momentaneamente il saggio con una serie di pretesti, chiedere di scrivere più lentamente o più velocemente, in stampatello o in corsivo, usare la mano destra o sinistra...) che, forse, innervosiranno il soggetto sottoposto al saggio, ma che certamente favoriscono l'emergere dei suoi più autentici tratti grafici.

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